Documento approvato dal Consiglio Regionale del Comitato ARCI della Puglia in data 19/09/2015

Poco meno di un anno fa l’ARCI, grande rete laica di associazioni e cittadin* attiv*, si rivolgeva con chiarezza in Puglia ai competitori delle primarie del Centro-Sinistra. Lo faceva parlando di Diritti Culturali, Politiche Giovanili, Ambiente, Accessibilità, Diritti Civili, Inclusione Sociale, Accoglienza, Cooperazione Internazionale, Educazione Popolare, Legalità Democratica; riflettendo sulla buona strada percorsa nello scorso decennio e proponendo un’interpretazione nuova ed attuale delle esigenze della Puglia e dei Pugliesi a cui dare risposte concrete, efficaci.

Abbiamo aderito e partecipato, in ogni territorio, alle Sagre del Programma lanciate da Michele Emiliano durante la campagna elettorale.

Il nostro contributo di idee è risultato sintonizzato quasi sempre esattamente con quanto richiesto, proposto e deliberato da quel popolo che ha poi decretato la netta vittoria della coalizione progressista alle elezioni regionali del 2015.

Ci siamo quindi lasciati con una promessa forte: lavorare ad una legge regionale sulla partecipazione che risulti esaustiva della domanda di interazione con la politica pubblica e l’individuazione dei suoi indirizzi.

Siamo in un momento storico particolarmente delicato: le scelte di oggi avranno ricadute importanti e durature. Mentre al livello continentale e nazionale si ripensano i sistemi fiscali, le politiche di welfare, di accoglienza e rifugio e l’organizzazione dell’istruzione pubblica, nei territori non mancano tensioni, pulsioni centrifughe, difficoltà di interpretazione del momento storico. Non da ultimo, infine, l’affacciarsi sempre più forte di un nuovo modo di intendere la sussidiarietà, non più verticale od orizzontale, ma di carattere circolare in grado di coinvolgere la sfera pubblica, la business community e il (riformando) terzo settore. Vi è bisogno del coinvolgimento dei corpi intermedi, delle reti tradizionali di rappresentanza come il Forum del Terzo Settore e di un’apertura alle innovative forme di produzione e riproduzione sociale e culturale, economia collaborativa ed economia sociale e solidale.

La nostra collettività vincerà le sfide di questo tempo solo se saprà dotarsi in maniera diffusa di consapevolezza e protagonismo: a questo pensiamo quando parliamo di partecipazione. La Puglia è lunga: se rappresentarla è complesso, interpretarla a partire dai capoluoghi è impossibile. Irrinunciabili appaiono, dunque, in un serio percorso partecipativo, le antenne sociali radicate con capillarità; le reti diffuse non solo nella geografia dei territori ma anche e soprattutto nelle geometrie degli interessi. Non può esserci un’efficace legge regionale sulla partecipazione senza il coinvolgimento di un’organizzazione generalista e diffusa nei comuni piccoli e grandi, formate da minori, giovani, adulti e anziani, italiani e migranti: per questo ribadiamo la disponibilità ad offrire il nostro contributo, per dare concretezza alle aspettative che l’idea di questa legge ha generato.

Vi è un bagaglio, maturato in decenni dall’ARCI in Puglia, che mettiamo con gioia al servizio della collettività. E’ un bagaglio costruito con le esperienze delle nostre numerose basi associative e trasportato dal vecchio al nuovo millennio: se per alcuni è una zavorra per noi è un inestimabile tesoro. E vi è una bussola che chiediamo di condividere, quella dell’Educazione Popolare, da sempre corda per noi tra le più importanti, ingrediente indispensabile per lo sviluppo di una cultura della partecipazione.

Ambizione di ogni buon governo è la felicità dei propri cittadin*. E’ un diritto che noi con orgoglio ribadiamo nel nostro statuto.  Il popolo pugliese lo ha ribadito più volte nella storia: felicità è partecipazione!